Pubblicato in: Scrittura

Pensiero estivo, titolo: “Odio l’estate”.

Se per orrore si intende repulsione, allora mi repelle il senso del calore che avvolge tutto in una sfinita desolazione.

Se per orrore si intende spavento, allora mi spaventa il giorno intorpidito dal vociferare incessante della gente che rincorre il bello di questo tempo offensivo.

Se per orrore si intende paura alla vista, allora guardo con gli occhi chiusi di un pulcino che ripugna il gioco macabro della luce.

Se per sconforto si intende amarezza, allora gusto l’amaro con coraggio, in fondo se l’orrore avvilisce i sensi, i miei vagano mesti sotto mentite spoglie.

Odio l’estate e per fortuna non c’è canto alla vittoria. Non si perde, né si vince, quando una cosa non va, non ha alcun senso lasciarla andare. Non va, come il mastice sulle dita, o il gesso impastato, si incolla la farina alla gola che non butta giù.

L’odio è risoluta ostilità, l’oggetto che non è soggetto è pensiero metafisico, trascende la ragione e trafigge la realtà. Questo è! quando si guarda dentro con sincerità, quasi come ad una sorta di magica suggestione, tutto decade, decede, cessa di essere, in funzione del fatto che nulla può essere amato se alla partenza non v’è alcuna coniugazione.

Odio l’estate perché non ho amore, dunque non posso inventare, figuriamoci amare.

Pubblicato in: persone e persone, Scrittura

La signora del primo piano- Si aprono le danze estive fra valenki e lenzuola😂

Mentre per molti l’arrivo dell’estate viene rappresentato dal fiorire delle piante stagionali, all’interno di un coagulo di colori straordinari, per la sottoscritta il segnale inequivocabile arriva dalla presenza onniscente della Signora del primo piano.

Descrizione rapida: alta sul metro e sessanta, peso non più di quaranta chili, ossuta quanto basta, capelli tinti castano scuro, viso scavato, e occhi a fessura. Ecco la signora in questione è così, né più né meno di quanto ho descritto.

La comparsa attiva e costante sul balcone di casa sua che è dirimpetto la mia, enuncia che l’estate è arrivata.  Hurray❗⚰🎉

Lei è uno dei miei passatempo preferiti, quando fumo sul balcone, o studio se riesco a sopportare la calura, lo sguardo mi casca inevitabilmente sulle sue ormai consolidate usanze che reputo particolarmente interessanti.

Gran parte del suo tempo, che nel tempo è divenuto oggetto di numerose mie perplessità, lo trascorre scuotendo l’inimmaginabile fuori dal balcone. Che siano sacchetti, calzini, cuscini, indumenti, giornali, riviste, insomma quel che sia, lei lo scuote e sbatte così tante volte che spesso mi domando come sia possibile che il braccio resti attaccato in sede. Da cosa posso immaginare credo lo faccia per “far prendere aria” al suo mondo, e poco importa se quell’aria è in grado di allontanare batteri o altro, lei lo fa davvero con ammirevole convinzione.

Ai primi caldi torridi per non dire mortali, che in genere arrivano verso la fine di giugno, la sua camera da letto viene da lei trasferita sul balcone dunque, tutte le sere fino a settembre, si prepara il letto, sistema la luce, rimbocca lenzuolo e copertina, e si sdraia pacificamente sotto il soffitto di stelle condominiale. La mattina si alza, smonta tutto, scuote tutto, si sveste della canotta da notte e si veste con gli abiti prêt à porter lasciati ovviamente sul balcone. Ecco, una cosa particolarmente suggestiva a cui assistere è il suo vestirsi e svestirsi sul balcone anche in inverno, che voglio dire fa freddino, e restare nudi per un tot di tempo all’aperto per le varie ed eventuali usanze, è a dir poco coraggioso.

Il suo look invernale mi ha catturata, quel giorno in pieno lockdown da pandemia durante il quale me la sono ritrovata sotto casa, lato strada, tutta intenta a parlottare con le madamine, religiosamente impilate per entrare in farmacia. “Wow” ho pensato “questo sì che è un looooook molto lock!” Bigodini da messa in piega, cappello marrone sopra i bigodini, giaccone di pelle anni ’80 con peli visibilmente stanchi di esistere, valenki santa madre russia in feltro marroni, gonna plissettata violina, gambaletti di nylon al ginocchio e guanti di pelle nera alla Audray Hepburn. E niente da fare, da quel giorno ho proprio compreso che la serenità interiore è un bene indiscutibilmente INESTIMABILE, motivo per il quale la mia già evidente stima nei confronti della signora ha raggiunto la sua vertigine al seguito della visione similmente Mariana con un punteggio pari alle 5 stelle Micheline e per Micheline intendo proprio MIKELINE.

Tuttavia, il momento clou della giornata estiva si denota quando nelle ore più calde, intorno all’una e mezza, due, la signora in questione si trasforma nella Sirenotta dei Bagni Luisella. Tutta impomatata con una crema bianca tipica dell’alta montagna, si distende al sole cocente con fare veramente singolare. Piedi a bagno in una bacinella blu, fagotto bianco arrotolato in testa grondante d’acqua, slippini (❓) bianchi e regginiente. Legge, legge con fare compulsivo quintali di riviste mentre appunta qua e là cose che solo lei sa. Il traffico nel traffico, e fogli che volano, planano, piroettano, cascano senza far rumore fra gocce d’acqua e pensieri sbiaditi.

Come potrebbe non essere uno dei miei migliori passatempo? Io che guardo le persone regalando stelline Mikeline, in segno di apprezzamento e rispetto, ben lontana dal giudicare cui molti sono soliti e osservando, di tanto in tanto, la bellezza di un microcosmo ingoiato dal macrocosmo. Adoro il vivere delle persone anzi ammetto che ne sono sconsiderevolmente affascinata tanto da scriverne, tanto da chiuderlo con un grazioso paio di valenki, costo 102,18 €

Immagine Etsy